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I Giganti della Lucania – Edizione 2026
La Randonnée “I Giganti della Lucania” torna nel 2026, pronta a regalare ai partecipanti un viaggio intenso, autentico e profondamente emozionante nel cuore selvaggio della Basilicata. Non è solo una prova di resistenza: è un’esperienza che parla alla mente e alle gambe, ma soprattutto allo spirito di chi sceglie di affrontare la strada senza paura.
Il percorso, 181 chilometri con oltre 4.400 metri di dislivello, è un vero tributo alla forza della natura e alla determinazione dei randonneur. Le montagne del Pollino e del Sirino non si limitano a essere scenari: diventano compagne di viaggio, custodi silenziose della fatica e della bellezza più pura.
La partenza da San Severino Lucano è un invito a lasciarsi alle spalle il quotidiano e ad entrare in un mondo dove il tempo sembra rallentare. Si attraversano borghi sospesi nel tempo come Viggianello e Lauria, si sfiorano boschi fitti e silenziosi, si respira l’aria rarefatta del Lago Laudemio, che accoglie i ciclisti con la quiete glaciale del suo paesaggio unico.
La salita verso il Monte Sirino è una prova di volontà: curva dopo curva, il panorama si apre, la strada si stringe, e il cuore – a volte – va più veloce delle gambe. Poi la discesa verso Lagonegro e Rotonda, un’emozione fatta di vento in faccia e libertà assoluta, mentre il paesaggio lucano si distende in tutta la sua potenza.
“I Giganti della Lucania” non sono solo montagne: sono simboli. Rappresentano la fatica che diventa conquista, la solitudine che diventa forza, la strada che diventa maestra. Ogni metro pedalato racconta una storia di determinazione, silenzi profondi e piccoli momenti di felicità che solo chi vive davvero la lunga distanza può comprendere.
La grande novità del 2026 è l’ingresso ufficiale nel circuito Rando Tour Puglia e Basilicata, dove questa randonnée si impone come la più impegnativa dell’intero percorso. Un riconoscimento che premia l’impatto emotivo, tecnico e paesaggistico di questo viaggio, unico nel suo genere.
“I Giganti della Lucania” sono un’esperienza che rimane addosso: nelle gambe, negli occhi, nel cuore. Una sfida che mette alla prova, ma che restituisce molto di più: rispetto per la montagna, consapevolezza di sé e quella sensazione indescrivibile che si prova solo quando si arriva in fondo sapendo di aver dato tutto.
La Salita di Pedarreto
Tra le ascese più simboliche e dure del percorso, la Salita di Pedarreto è uno di quei tratti che rimangono impressi nella memoria di ogni randonneur. Un’ascesa che non fa sconti: pendenze che si impennano improvvise, curve strette che nascondono nuovi strappi e un dislivello che cresce senza tregua. È una salita che chiede rispetto, pazienza e testa, prima ancora che gambe.
Il silenzio del bosco accompagna i ciclisti nei primi tornanti, mentre la strada, solitaria e implacabile, si arrampica tra pareti verdi e profumo di resina. Qui la fatica diventa compagna fedele: ogni pedalata è un patto con sé stessi, ogni tratto superato un piccolo trionfo personale.
Nella parte centrale la salita svela il suo carattere più severo: passaggi duri e continui, pendenze cattive, respirazione che si fa più profonda. Ma è proprio in questo tratto che Pedarreto mostra la sua magia. Quando il bosco si apre e la vista si allarga, la sensazione è quella di aver conquistato qualcosa di più di una semplice quota altimetrica: una piccola parte della montagna.
L’ultimo tratto è una promessa: la strada si addolcisce leggermente, il respiro si stabilizza e l’orizzonte torna ad allungarsi. Chi arriva in cima porta con sé un misto di soddisfazione, sollievo ed emozione pura. Pedarreto non è solo una salita: è una prova di carattere, una porta d’accesso alla parte più intensa dei Giganti della Lucania.
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